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Nelle ultime 24 ore sono arrivati a Santiago:
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il cammino di Santiago
in-con-tra ... sul cammino!
"Tomás Martínez", l'Hospitalero templario de Manjarin ...

Indubbiamente uno dei personggi "Icona"più conosciuto, e curioso del cammino.
Il suo "refugio" a Manjarin, che si incrocia poco dopo scendendo dalla Cruz de Hierro è diventato uno scatto fotografico inevitabile e obbligato per tutti i pellegrini.

Tomás Martínez l'hospitalero "templario" che accoglie i pellegrini nel suo rifugio privo dei moderni comfort, ma con tanta passione e calore umano ... facendo riscoprire la vita "pellegrina" di un tempo.
Tomás dice: "io sono l'ultimo dei Templari, l'ostello di Manjarín è un monastero Templare e io sono qui nel Camino per servire i pellegrini."
Ogni giorno Tomás alle ore 11 recita una preghiera templare.

La prima citazione scritta della località di Manjarin è del 1180, e faceva riferimento ad un privilegio concesso al proprietario di un Hospital per pellegrini che si trovava tra Manjarín Focebadón e che più tardi si trasferì proprio in questo luogo.
La nota parlava infatti della esenzione al pagamento delle tasse in cambio, da parti degli abitanti del luogo, di segnare il cammino con dei pali durante l'inverno.
Il villaggio era composto di una trentina di case, tutte con il tetto paglia e più di un centinaio di abitanti. Disponeva anche di scuola e una chiesa dedicata a San Martino. A partire dal XIX secolo iniziò il declino; il villaggio venne abbandonato e andò in rovina fino al 1993, anno in cui Thomas Paz Martinez iniziò la sua ricostruzione con la messa in funzione di un luogo per ospitare i pellegrini come facevano un tempo gli antichi abitanti.

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Tratto dal sito: www.culturenetwork.info/camminosantiago/

"Quando Tomás Martínez de Paz, peregrinando verso Santiago, giunse alle rovine del villaggio di Manjarín, vi si installò definitivamente e decise di trasformare la località che lo aveva tanto affascinato in un rifugio per pellegrini.
Oggi Tomás è uno dei personaggi più conosciuti del Camino, e i tanti aneddoti che si raccontano su di lui lo hanno rivestito di una aura quasi mitologica.
Il rifugio, che gestisce durante tutto l’anno, pur non offrendo i comfort dei moderni albergues, mantiene intatto lo spirito originario della Rotta delle Stelle.
Tomás è un vero e proprio cavaliere templare, che accoglie i pellegrini con calore ed offre loro tutto ciò di cui dispone senza chiedere nulla in cambio. Ogni volta che in lontananza scorgono un pellegrino arrivare, gli hospitaleros suonano una campana per guidare i viandanti nella nebbia e rendere gloria a Cristo.
Si racconta che Tomás abbia terminato il suo pellegrinaggio anni dopo, in pieno inverno, vestito con le tradizionali cappa e spada dei templari, facendo quasi morire di paura un pellegrino che lo aveva scambiato per un fantasma. Degno di nota, all’interno del rifugio, è il grande quadro del pittore contemporaneo Álvaro García Lema, che ha decorato anche le pareti di San Bol."

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se siete stati testimoni di incontri particolari in cammino e li volete raccontare, scrivete a:
info@pellegrinibelluno.it


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