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il cammino di Santiago
Lino Schifano - il ritorno (primavera 2019)
5 aprile - 24° giorno di cammino
Santiago de Compostela

Santiago !!!

Come Itaca per Ulisse, Santiago è la meta per i pellegrini.
Pensieri, ricordi, fatiche, gioie s'intrecciano nella mente quando di fronte appare la grande cattedrale con le sue torri, la sua facciata dove si mescolano Barocco e Romanico, le sue statue, il portico della gloria, le scalinate che s'incrociano.

Non ci sono parole ... solo silenzio, un nodo sale alla gola e gli occhi luccicano.
E' il momento più bello del cammino è il momento in cui tutto si completa.
- Todo se cumple!

Nella foto gli zaini (la casa dei due pellegrini) e i piedi che passo dopo passo hanno portato alla meta.

Tempo fa Lino mi girò questo filmato che dipinge l'anima del pellegrino e lo ripropongo per la gioia sua e di tutti quelli che lo sapranno fare proprio. (Oriano)

 

ITACA (Costantino Kavafis) ... il senso del viaggio, il senso del cammino. 


Scrive Lino: L’ho riletta recentemente, mi ha ancora emozionato.
Sono certo che il vero Pellegrino e viandante capirà il significato di Itaca.
Lino S. - pellegrino per sempre.

 

4 aprile - 23° giorno di cammino
Ribadiso da Baixo

Scrive Lino:

La pioggia:
Non cercate un sinonimo per la pioggia, il Pellegrino ve ne suggerirebbe subito uno: la Galizia.
Abbiamo tolto il servofreno al cuore, abbiamo deciso che è inutile tergiversare, in due giorni abbiamo percorso circa 85 km e domani (oggi ndr) tenteremo di percorrere i restanti 41,5Km.
Lei, la pioggia, ci è stata compagna fedele, a volte discreta, a volte incessante, a volte scrosciante, a volte gentile, a volte irruenta, ma assolutamente sempre presente.
Todo se cumple, ricorda spesso Oriano, e il nostro appuntamento è già stato fissato, sta a noi arrivare.
Ps: all’uscita di Melide abbiamo avuto paura ... abbiamo visto un posto di blocco della Guardia Civil con l’etilometro ... se ci avessero fermato ci avrebbero sicuramente ritirato la Credencial. !!!!

3 aprile - 22° giorno di cammino
Hospital da Cruz ...

Santiago è vicino ...

Scrive Lino:

L’alba, un’alba fredda e bellissima che ti toglie il fiato, poi la nebbia rapida e fitta ti avvolge, poi 38 km con il freno a mano tirato.
PS: sono sempre stato l’ultimo a uscire dagli Albergue, il mio rapporto con lo zaino è sempre stato conflittuale, odio-amore, i tempi per sistemarlo sono sempre stati biblici anche se mi alzo due ore prima, ho sempre desiderato che nelle mattine difficili , arrivasse Mery Poppins e con uno schioccare di dita sistemasse tutto. Non bisogna mai disperare ... il Cammino a volte fa di questi regali ... vero Simo, mia compagna di cammino??.

Ore 21.00 NEVICA!!!!

1 aprile - 21° giorno di cammino
Hospital de la Condesa

L'aria di Santiago si avverte ...

Scrive Lino:

E alla fine
la Galizia arriva ...
arriva il momento in cui
non vuoi arrivare,
arriva il momento in cui
freni il passo,
arriva il momento in cui
hai paura che si rompa l’incantesimo ...
sta per arrivare il momento.

ndr: y ... todo se cumple!

31 marzo - 20° giorno di cammino
Trabadelo

Il cuore, è il vero motore
del cammino ... le gambe seguono!

Chantal
"Ho sempre pensato che il cammino si fa con il cuore poi con le gambe, me ne resi conto dopo il mio primo arrivo a Santiago, non avrei scommesso su di me neppure un centesimo eppure arrivai e quella felicità é un pezzo importante della mia vita.
Últimamente ad affrontare il Cammino si vedono persone iperallenate con attrezzatura e vestiario tipo spedizione Himalayana che pensano al cammino come una competizione.
Ho visto Chantal la prima volta a Roncisvalle la mattina alla colazione, al suo passaggio molto risolini e sguardi di compatimento o di sufficienza. Ho sentito alcuni commenti di questi iper atleti che scommettevano sul suo ritorno in taxi dopo 10 km. Effettivamente ho strabuzzato gli occhi anche io , sembra appena uscita da una palestra della Virgin, con un borsone con spallacci a posto dello zaino, dal peso di 8/9 kg .
Perfetta impeccabile un leggero trucco, leggings da corsa ecc ecc. Abbiamo iniziato a camminare assieme e alla fine della prima tappa l’ho scongiurata di spedire quel borsone e trequarti del contenuto (un phon da un kilo, trousse trucco stesso peso, borsa da sera ecc) e di prendere un piccolo zaino e di continuare con lo stretto necessario.
La bambina (così la chiamiamo, ha l’età di mia figlia Giorgia ) mi ha guardato e sorridendo mi ha detto "così sono partita è così devo arrivare, errore mio". Bene, la faccio breve, per centinaia e centinaia di km che abbiamo condiviso (non ha completato il cammino ed é partita prima perché si laureava il fratello) non l’ho mai sentita lamentarsi, sempre educata e è impeccabile nel suo aspetto, meravigliandosi continuamente per tutto ciò che il cammino le offriva.
Molti dei super atleti di Roncisvalle si sono fermati dopo le prime tappe intercalando taxi a pochi km a piedi.
Avevano sottovalutato un cosa ... che la piccola era Pellegrina con il cuore e ... che era bergamasca.
Buona vita Chantal é torna presto a finire ciò che hai iniziato ... questa volta con uno zaino di 4 kg."

29 marzo - 18° giorno di cammino
Santibanez de Valdeiglesias - Rabanal del Cammino

I ricordi stanno con noi ...

Ciao Denise.

Appena entrato ad Astorga ho abbassato la visiera sugli occhi è ho incominciato a camminare velocemente ... molto velocemente, lasciando dietro i miei compagni. Volevo lasciare tutto dietro di me ...
Un nodo strozzato in gola non mi permetteva di parlare, la tensione emotiva era violenta.
All’altezza di Castrillo mi sento chiamare, era Simona che mi aveva seguito, venendomi dietro per km prima di raggiungermi.
Dopo in due è stato più facile, le nuvole della Castiglia ci hanno accompagnato, disegnando in cielo.

Rabanal del Camino ci ha accolti con i vespri dei Monaci Benedettini e in quella cappella che per me è unica per la pace che riesce a trasmetterti, abbiamo salutato Denise ...

P.S Simona quando mi ha raggiunto, mi ha detto che nel momento in cui mi sono girato verso di lei per andarle incontro un turbinio di polvere bianca dietro di me a forma di spirale si è alzato verso il cielo ... non c’era vento.

ndr: Lino aveva conosciuto Denise nel 2015 durante il cammino come tante amicizie che nascono tra una tappa e l'altra, tra un ostello e l'altro. Non si dava risposta a quella sua improvvisa sparizione ... poi in settembre dello stesso anno, la tragica scoperta.
Nel 2016 Lino è ritornato sul cammino con una speciale credenziale. Ha rifatto il cammino per nome di Denise. Ha voluto completare quello che un tragico destino le aveva impedito di fare.

28 marzo - 18° giorno di cammino
Oncina de la Valdoncina
- Santibanez de Valdeiglesias

Post redatto ieri:
ROSA
la dolce hospitalera di Bercianos del camino.


Fatica vera fatica.
Scoramento, dolore, vento di traverso costante per gran parte della tappa con folate a 60/70 km/h.
Poi arrivi all'albergue e tutto passa in secondo piano.
Volvevo raccontarvi di Rosa, l'hospitalera che adesso vive a Bercianos all'Albergue de Santa Clara.
Sul Cammino accadono a volte, cose che difficilmente riesci a spiegare razionalmente; l’incontro con Rosa e la sua storia sono state una di queste.
Di Lei hanno parlato diversi libri ma io voglio raccontarvi la mia esperienza ... però credetemi, mi è veramente difficile farlo con una tastiera di un telefonino, prometto che appena a casa invierò la sua storia a Oriano, che sono certo pubblicherà su questo sito.
Buen camino a todos los peregrinos que me leen ... y a los que caminan. Lino.

“Le mesetas tra la terra è il cielo.
La sensazione che molti riportano alla fine di queste tappe è la monotonia. Permettetemi di dissentire, amo le mesetas per quella sensazione che ti danno dell’essere sospeso tra la terra è il cielo. Le nuvole di Castiglia (di cui penso di scrivere più avanti) nelle belle giornate, sono fiocchi di spuma sapientemente lanciati in quell’azzurro che ti accompagna insieme alla lentezza dei passi e al loro rumore.
Alla fine vedi le facce dei tuoi compagni di viaggio stanche ma soddisfatte, con quella soddisfazione felice di chi sa di aver superato un esame."

Poesiola peregrina.
mentre con passo lesto
andavo calpestando la polvere d'Aquitania,
quella infinita traccia che solca le Mesetas,
un lampo di pensier la mente mi afferrò:
"hodie enim pulveris murmur Aquitani via ad me, et non audiunt: quia in pace et Oriano?"

Oriano risponde:
Caro Lino, caminante e pellegrino
Io tengo lo spirito peregrino.
Il corpo pigro e sedentario è diventato,
ma del camin mai mi son dimenticato
e un dì forse non tanto in là
la pista d'Aquitania ancor mi vedrà ...
e chi lo sà?!

21 marzo - 12^ tappa: Cardeñuela Riopico - Tardajos

Riflessioni in cammino ...

“Gli uomini, disse il piccolo principe, ‘si infilano nei treni rapidi, ma non sanno più che cosa stanno cercando. Allora si agitano e girano a vuoto”.
Della tappa con arrivo a Burgos non vi parlerò, la considero una tappa di trasferimento, dopo una breve visita abbiamo tirato dritto fino a Tardajos.
Ho scritto abbiamo perché ormai camminiamo da diversi giorni insieme, siamo un gruppo. Come definire sociologicamente un gruppo eterogeneo che non ha in comune nulla (lingua in primis) se non la voglia di condividere il giorno per giorno sulla strada che porta a Santiago.
Come spiegare lo stare insieme di un tedesco che parla poco inglese, uno Spagnolo che parla solo spagnolo 3 italiani che parlano solo italiano e 2 coreani di cui una non parla ma sorride e uno sorride e parla poco inglese . Riesco a malapena ad arrabattarmi in questa bábele di lingue cercando di veicolare le informazioni basiche di logistica.
Le amicizie che si formano durante il Cammino hanno un alchimia strana come la porzione magica di Asterix.
Una forza difficile da spiegare.

20 marzo - 11^ tappa: Villafranca Montes de Oca - Cardeñuela Riopico

... non volevamo arrivare a Burgos

Il gelo la nebbia la solitudine il sole.
La tappa come sapete é impegnativa ... e lo è stata!
Un tappa di cammino può mostrarti tutta la metereologia applicata e oltre ...
Ma alla fine esce sempre il sole, e il sole sono i compagni di Cammino ... di cui vi parlerò domani
.

(ndr) - Nella foto, il tratto che precede l'arrivo a San Juan de Ortega. Il 20 marzo e il 22 settembre di ogni anno in corrispondenza degli equinozi di primavera e d'autunno, quando il giorno e la notte (simbolo del bene e del male) durano lo stesso tempo, in un capitello della stupenda chiesa di San Juan si verifica un curioso fenomeno. Al tramonto del sole, alle 5 "de la tarda" (della sera) e per una durata di 10 minuti, un raggio di sole va ad illuminare i bassorilievi che raffigurano in sequenza l'Annunciazione, la Nascita, l'Epifania e l'annuncio ai pastori, di Gesù.
Sembra che la Vergine anzichè guardare l'angelo dell'annunciazione come sarebbe naturale, diriga il suo sguardo proprio verso il raggio di sole.

19 marzo - 10^tappa:
Grañon
- Villafranca Montes de Oca

Grañon lascia sempre un segno indelebile nel cuore del pellegrino ...

Scrivere dell’esperienza di Granon non é facile, impossibile mettere nero su bianco la ridda di emozioni che vivi in quel posto speciale ... quindi non lo farò, ci lasci un pezzo di cuore e basta.
Incontrare poi, proprio qui, Nella la pellegrina con la quale ho condiviso in momenti diversi l'esperienza di hospitalero a Valpromaro, ha completato la magia del luogo.

La pioggia mi é compagna fedele dalla partenza fin da St. Jean, ma oggi lo é stata di più.
Come sempre accade le nubi di Castiglia ti danno il benvenuto come potete vedere

18 marzo - 9^ tappa: Nájera - Grañon

Grañon, passando per Santo Domingo de la Calzada ... e il gallo

Santo Domingo de la Calzada una delle città simbolo del cammino. Fu fondata nel 1044 a ricordo di Santo Domingo che costruì un ponte sopra il rio Oja per facilitare il cammino dei pellegrini.
Ben nota è la leggenda del gallo e la gallina che ricordano il miracolo del giovane pellegrino salvato dall'ingiusta impiccagione. In cammino dalla Germania con i suoi genitori, stavano andando in pellegrinaggio a Santiago.
A Santo Domingo il giovane cadde vittima di una tresca a suo danno ideata dalla figlia dei locandieri dove avevano alloggiato, che si era sentita da lui rifiutata.
Potete leggere la leggenda per intero cliccando qui.
Da allora a ricordo di tale miracolo, un gallo e una gallina bianchi (oggi offerti da famiglie locali e sostituiti ogni 15 giorni) sono posti in una gabbia all’interno della cattedrale. Nel medioevo i pellegrini ne raccoglievano le piume cadute e le esibivano sui loro cappelli.
Quando un pellegrino entra in chiesa e sente il canto del gallo è considerato di buon auspicio per il resto del viaggio fino a Santiago.
Oggi, giornata fredda e bagnata, ma ci tenevo ad arrivare a Grañon e immergermi nella sua mistica atmosfera. Sono quindi andato oltre Santo Domingo allungando la tappa di quasi 7 km. Stanco, un po' infreddolito, ma contento di essere tra queste famigliari mura.

17 marzo - 8^ tappa: Logrońo Nájera

Le Cicogne e il legionario ...

Sono tornate, forse come qualcuno afferma non sono mai partite, ma il vederle sulla vecchia ciminiera ti rassicura. Le cicogne accompagnano il Pellegrino per larga parte del suo cammino con quel battere di becco inconfondibile , durante la parata nuziale.
Il vederle ti da quell’ancestrale sicurezza la stessa che davano agli antichi che le veneravano.
Anche lui é ritornato. E' ritornato sul Cammino, mentre posavo lo zaino al parrocchiale di Logrońo mi guarda e mi dice: "Hola Hospitalero, lo guardo interdetto e rispondo en este momento soy peregrino ... ma poi ricordo é lui, il legionario.!!!
Non so molto di lui, é sempre stato riservato, ricordo che avevo visto la sua ultima credenziale lunga svariati metri, aveva percorso lungo i cammini spagnoli 5832 km ... la distanza da Santiago a Gerusalemme. Adesso la credenziale é esposta Monserrat.
É stato legionario, un "kepi blanc", ha prestato servizio in Libano, Afganistan e altri posti tormentati. Ho visto le sue ferite cicatrizzate, non quelle della sua anima. Mi abbracciato questa mattina prima di partire, ci vediamo hospitalero ... ho sorriso ... soy peregrino.

16 marzo - 7^ tappa: Torres del Rio - Logroño

Elogio alla lentezza ...

Oggi per riassumere il mio stato d’animo mi affido a una citazione che ha rispecchiato i miei passi odierni “Bisogna essere lenti come un vecchio treno di campagna e di contadine vestite di nero, come chi va a piedi e vede aprirsi magicamente il mondo, perché andare a piedi è sfogliare il libro, e invece correre è guardarne solo la copertina. Bisogna essere lenti, amare le soste per guardare il cammino fatto, sentire la stanchezza conquistare come una malinconia le membra, invidiare l'anarchia dolce di chi inventa di momento in momento la strada. Bisogna imparare a star da sé e aspettare in silenzio, ogni tanto essere felici di avere in tasca soltanto le mani. Andare lenti è incontrare cani senza travolgerli, è dare i nomi agli alberi, agli angoli, ai pali della luce, è trovare una panchina, è portarsi dentro i propri pensieri lasciandoli affiorare a seconda della strada, bolle che salgono a galla e che quando son forti scoppiano e vanno a confondersi al cielo “ (F. Cassano)

Un mare d’erba ...

Non voglio rubare il titolo al famoso romanzo Conrad Richter e all’anche più famoso film diretto da Elia Kazan, ma io oggi ho avuto il privilegio di poter camminare attraverso un mare d’erba, privilegio che può solo regalarti il Cammino in quei giorni in cui ti offre la giornata perfetta con la brezza che ti accompagna e il sole ti ricorda che qui è primavera. Ho camminato per 30 km dentro tutte le sfaccettature del verde piacevolmente sorpreso ancora una volta dalla magia del Cammino, gli ultimi 10 km quasi in solitudine solo Chantal davanti a me (di lei vi parlerò un’altra volta) gli altri hanno preferito fermarsi prima a Los Arcos, dove ho potuto apprezzare ancora una volta il silenzio rotto solo dal rumore dei passi.

14 marzo - 5^ tappa: Puente la Reina - Estella

Oggi, freddo cane ...

Sono stanco e infreddolito faccio fatica a scrivere qualcosa, ma la stupenda foto del ponte che si riflette sul fiume Arga come fosse uno specchio, mi fa venire in mente una leggenda legata a questo luogo:
"A Puente la Reina confluiscono i due cammini che scavalcano i Pirenei; la via Francese che passa da Roncisvalle e la via Aragonese che parte da Somport. Sotto un'arcata del famoso ponte dei pellegrini sul rio Arga, fatto costruire da donna Mayor regina e sposa di Sancho III el Mayor re di Navarra, in un punto di diffice accesso, era incastonata una statua raffigurante la Vergine Maria.
Ogni anno alla celebrazione della festa più importante della città e della Regione, arrivava un uccellino che bagnava le sue ali nelle acque del fiume e con esse puliva e rendeva splendida l'immagine, e aiutandosi con il becco toglieva ogni traccia di sporco. E in questo modo la vergine era bella e splendente, pronta per la gran festa.

13 marzo - 4^ tappa: Pamplona - Puente la Reina

Il cappello / the hat

Donde se cruza el camino del viento con el de las estrellas (Dove si incrocia il cammino del vento con quello delle stelle) Where cross the Way of the Wind and that of the Stars

Questa frase è quella che evoca in me il Cammino ... una visione onirica e la mente corre indietro di qualche anno, facevo il cammino per Denise: "Ero arrivato sull’alto del Perdon e mi ero seduto a riposare, poco dopo arrivò una coppia di americane con cui mi incrociavo da Saint-Jean, erano molto discrete, ci eravamo scambiate solo qualche saluto, le sentii parlare tra loro e capii che non erano riuscite a tradurre e a capire la frase. Mi avvicinai e le tradussi il testo, mimando anche l’incrocio magico. Lei realizza di essere in un posto magico del cammino, si avvicina mi sussurra, sto portando le ceneri di mio marito a Santiago e poi a Finisterre. Non abbiamo potuto fare il Cammino insieme come avevamo deciso lui è morto per un cancro. Mi abbraccia commossa lasciando perplessa la sua compagna di viaggio che non capisce quello stava succedendo.
Andai avanti affrontando la difficile discesa del Perdón non curandomi del sole cocente che era uscito dopo la nevicata del giorno prima; a Obańos mi raggiunsero e Penny (questo il suo nome) vedendomi all’inizio di una scottatura si tolse il suo prezioso cappello e me lo mise in testa, dicendomi tu ne hai più bisogno"
.
Insieme a Penny e Robin questi i loro nomi, raggiunsi Santiago e ci siamo visti ancora dopo.

Il suo cappello mi ha accompagnato a Santiago per altre tre volte e oggi l’ ho rimesso. CIAO PENNY.

12 marzo - 3^tappa: Zubiri - Pamplona

La Concha e la campana ...

La concha era coperta, lo é stata per due giorni, con la pioggia era necessario il "coprizaino".
Oggi non lo era, freddo a - 3 ma con poche nuvole. Mentre iniziavo a salire tra i monti della luna (le cave di magnesite) ha iniziato a ticchettare per poi suonare. Questo suono lo conoscono bene i pellegrini, ti accompagna nei momenti felici e di scoramento, ti tiene su il morale ti dice vai avanti, animo Pellegrino sono la tua concha.
Ho sorriso!

La campana invece é sempre là, che scruta dall’alto della chiesa di S.Stefano a Zabaldika i pellegrini che passano più in basso. Lo fa da sempre e si dice che sia la più antica campana della Navarra. Premia sempre il Pellegrino che si inerpica per andarla a trovare.
Il tocco a lui dedicato annuncia alla valle che un Pellegrino arriverà a Santiago. Ho toccato 2 volte uno per me e soprattutto uno per Denise.

(La campana di Zabaldika é nella chiesa di S. Stefano custodita dalle dolci suore del Sacro Cuore che ti accolgono sempre con un sorriso)

11 marzo - 2^tappa: Roncisvalle - Zubiri

Lo zoccolo olandese ...

La riconosco subito, algida austera, ma nello stesso tempo cordiale amorevole. Sta smistando un gruppo di pellegrini indisciplinati, mi avvicino la saluto timidamente, mi guarda sorride, tocca l’orologio, "corri che sta iniziando la benedizione". La mente vola a 2 anni fa quando armata di bastoni e ventose, con un paio di stivali di gomma armeggiava per cercare di riparare le docce entrambe fuori uso, accudendo contemporaneamente quale unica Hospitalera a una quarantina di pellegrini che non capivano fino in fondo il messaggio di amore e solidarietà che stava dando.
Lei viene da più mille Km per sostenere il pellegrinaggio verso Compostela, anche nel modo più umile ... accudendo ai pellegrini.
Le chiedo con il mio incerto inglese, se la posso aiutare ... mi guarda e indica due guanti da cucina ... c'era molto da fare!! .
Questa mattina ultimo come sempre ad uscire dall'ostello, volevo salutarla ... ma non la vidi e così mi sono avviato un po' dispiaciuto. Improvvisamente mi appare davanti; mi abbraccia e si toglie dal collo uno zoccolo in porcellana olandese me lo porge: "Lino portalo con te a Santiago".
Rimango confuso ... confuso e felice.

10 marzo - 1^tappa: St. Jean - Roncisvalle

Notte prima degli esami ... cantava Venditti .

Non ho dormito ... no, non ho dormito. Non per l’ansia ma per quella cosa che non possiamo descrivere ma che i pellegrini capiscono benissimo.
Al Bureau des pèlerins de Saint-Jean-Pied-de-Port il rito del ritiro della credenziale, e con mia grande sorpresa in compagnia di Roland, ritrovo Claude hospitalero voluntario di turno che per la terza volta mi ridá la credenziale. Grandi abbracci e scopro che lui tutti gli anni si fa 600 km per fare il suo turno a St. Jean alla fine dell’inverno ... per tre volte é capitato di turno quando io partivo. Coincidenze pellegrine ... o no?
Mi fa accomodare come si fa tra colleghi alla scrivania e mi autoregistro.
Pioggia battente, arrivo stremato, Roncisvalle è sempre la tappa più dura ... l'esame di "scritto" è superato. Ciao pellegrini !!!

Sabato 09/03/2019 ... si parte, Ŕ l'inizio.

Aeroporto di Bergamo
Orio al serio.

 

L’inizio il passo di un ritorno...

 

Ti avvicini al gate dopo i lunghi controlli ... sei distratto dalla burocrazia e all’improvviso la musica ti avvolge, le note del pianoforte ti indicano la strada il tuo inizio....

La musica lo zaino, l’inizio ...

Al piano Federico che non conoscevo e che ha fatto il cammino ... primo incontro pellegrino sono già in cammino.

 

 

 

Cammino di Santiago 08/03/2019

Pasqualino, Lino per gli amici pellegrini, ritorna sul cammino per la quinta volta. Il richiamo è forte e la voglia di andare ancora di più.
Ci terrà compagnia nel suo cammino con una foto al giorno e due righe, per raccontare il bello e il brutto della giornata. (internet permettendo).

Ci ricordiamo di Lino, nel 2016, quando fece il "cammino Vicario" in memoria della pellegrina americana Denise, vittima di una tragica storia. Lo seguimmo giorno per giorno su questo sito, nel suo pellegrinare.

L'ultima volta che arrivò a Santiago, Lino scrisse:
"E adesso ... sono 2500 i km percorsi in due anni, 4^ volta a Santiago.
Santiago è riuscito anche questa volta a tracciare un solco; mi ha stupito quasi tramortito al mio arrivo in plaza de Obradoiro per poi però regalarmi una notte con emozioni difficilmente ripetibili.
La meta non è la meta, la meta è il passo nella polvere, il farsi avvolgere da quei campi gialli, da quelle nuvole che ti chiedi ogni volta chi le dipinge, dalla neve che ti copre lentamente, dalla pioggia forte fino a farti male, ma la meta è anche la meta, la felicità che vedi negli occhi di chi credeva di non farcela e nell'abbraccio di quello che è diventato il tuo migliore amico"
.


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